Secondo un rapporto di Human Rights Watch (HRW) i soldati della missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM) hanno abusato sessualmente e sfruttato donne somale nelle loro basi a Mogadiscio, approfittando di una condizione di grande vulnerabilità. E del silenzio degli organismi di controllo.
“The Power These Men Have Over Us” - Il rapporto di HRW documenta lo sfruttamento sessuale e l’abuso delle donne somale da parte di soldati che hanno approfittao di loro con l’aiuto di intermediari somali e con l’alibi degli aiuti umanitari. I soldati hanno violentato o aggredito sessualmente le donne che cercavano assistenza medica o acqua nelle basi AMISOM. 21 donne e ragazze, intervistate da Human Rights Watch, hanno raccontato di essere state stuprate da militari ugandesi e burundesi in servizio nei reparti militari dell’Unione Africana. Non si esclude che simili abusi si sono verificati anche altrove.
L’effetto degli esodi massicci - Anni di conflitto e di carestia in Somalia hanno sradicato decine di migliaia di donne e ragazze dalle loro comunità e dalle loro reti di sostegno familiari: senza possibilità di lavoro e senza mezzi di sussistenza, molte di loro sono costrette in situazioni di sfruttamento e di abuso per sostenere se stesse e i loro figli. Dal 2007 il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana ha schierato le truppe a sostegno della pace in Somalia per proteggere i funzionari di infrastrutture e di governo somalo e per contribuire a fornire assistenza umanitaria. Da allora, il mandato, le dimensioni, e la presenza geografica di AMISOM sono aumentati costantemente.

Sesso in cambio di cibo - Alcuni soldati hanno sfruttato la povertà delle donne e la mancanza di cibo per fare sesso. Le donne, sempre alla disperata ricerca di cibo e di medicine, vengono fatte entrare nei campi attraverso cancelli sorvegliati e in zone teoricamente protette e sono costrette a vendere il loro corpo per sopravvivere. Diverse donne hanno riferito di essere state schiaffeggiate dai soldati con i quali hanno fatto sesso (che si rifiutavano di indossare il preservativo) e molte non hanno mai denunciato gli abusi perché temevano ritorsioni da parte dei loro aggressori, dalle autorità e dal gruppo di ribelli islamici di Al-Shabaab e dalle loro stesse famiglie.
Le responsabilità - L’UA e AMISOM dovrebbero promuovere il rispetto dei diritti umani almeno nelle loro basi, stabilire o rafforzare gli strumenti di controllo e definire organismi indipendenti in grado di individuare e punire i responsabili. I paesi che forniscono truppe di AMISOM sono i principali responsabili per la condotta delle loro forze in Somalia: hanno gli strumenti legali per far fronte alla cattiva condotta delle truppe in campo attraverso gli investigatori militari e, nel caso dell’Uganda, attraverso l’invio di una corte marziale in Somalia per istruire processi e comminare condanne nei casi accertati.
Il silenzio e la complicità. Tuttavia, i paesi che forniscono truppe non hanno mai indagato e ancor meno hanno perseguito i responsabili dello sfruttamento sessuale e degli abusari. I donatori internazionali, in particolare Nazioni Unite, Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito dovrebbero sostenere una maggiore supervisione indipendente della condotta delle truppe dell’UA e il personale civile e garantire che essi non siano complici di abusi commessi dalle forze AMISOM, conclude il rapporto di Human Rights Watch. Eppure, finora l’UA ha scelto di chiudere gli occhi davanti agli abusi.Fonte: repubblica.it

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