giovedì 11 settembre 2014

Chi c’è nella coalizione contro lo Stato Islamico...





“Stanotte, con un nuovo governo iracheno in carica, e dopo le consultazioni con gli alleati all’estero e il Congresso in casa, posso annunciare che l’America guiderà un’ampia coalizione per ricacciare indietro questa minaccia terroristica”. E’ iniziato così ieri sera il discorso con il quale il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha annunciato al paese ed al mondo, l’intenzione di combattere fermamente il nuovo nemico dell’Occidente: lo Stato Islamico.
Ancora un pezzo del discorso del presidente:”Al momento, le minacce più grandi vengono dal Medio Oriente e l’Africa settentrionale, dove gruppi radicali sfruttano il malcontento per il loro tornaconto. Uno di questi gruppi è l’Isis, che si chiama Stato Islamico. Ma lasciatemi chiarire due cose. L’Isis non è islamico, perché nessuna religione condona l’uccisione degli innocenti. E certamente non è uno stato. Sono gli ex affiliati di al Qaeda in Iraq, che hanno sfruttato lo scontro settario e la guera civile in Siria per conquistare territori da entrambe le parti dei confini. Sono un’organizzazione terroristica, che lasciata libera pone una crescente minaccia oltre la regione, inclusi gli Stati Uniti”.
Dunque l’intenzione dell’America di colpire “con tutta la sua potenza aerea” senza impegnare altre truppe : sul territorio ce ne sono 1600 di soldati compresi gli ultimi 475 che stanno per arrivare con funzioni di assistenza e controllo del territorio.
Ed allora ecco la coalizione che “degraderà e alla fine distruggerà l’Isis”. Ne fanno parte, per ora nove paesi aderenti alla Nato : Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Polonia, Danimarca, Turchia, Canada. Poi c’è l’Australia e ieri il segretario di stato americano John Kerry, ha incassato anche l’ok dell’Arabia Saudita. Undici per adesso ma ce ne sarebbero almeno altre trenta pronte ad unirsi.
Assistenza diretta e supporto a chi combatte in prima linea, logistica e servizi di controllo del territorio, appoggio diplomatico molto forte e potenziamento dell’assistenza umanitaria: ecco le competenze primarie di questa coalizione. Poi ci sono i raid aerei che compiranno gli Stati Uniti, magari appoggiati dall’aviazione inglese e quella francese.
(Il Journal)

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