lunedì 4 agosto 2014

Nuovi scontri al confine con il Libano: la guerra civile in Siria coinvolgerà anche i Paesi vicini?...





La guerra civile siriana continua a coinvolgere il Libano: nel corso del weekend sono stati riportati scontri tra militanti e l'esercito libanese ad Arsal, una città nella valle di Beqaa al confine con la Siria. Almeno 10 soldati sono morti.

L'esercito libanese avrebbe arrestato il leader di Jabhat al-Nusra, Emad Jumaa, che li avrebbe informati che gli scontri non erano semplicemente una vendetta per il suo arresto, bensì un attacco pianificato contro il Libano.
«Ciò che è successo oggi è il più pericoloso incidente che in Libano e i libanesi abbiano mai affrontato, poiché è chiaro che c'è qualcuno che sta pianificando e preparando attacchi contro il Libano, nonché sabotaggi ai danni dell'esercito libanese e dei residenti di Arsal» ha riportato l'esercito libanese in un comunicato rilasciato nel corso del weekend.
Secondo quanto una fonte della sicurezza ha rivelato a Reuters il fronte al-Nusra avrebbe preso 16 persone in ostaggio dopo un attacco ad un checkpoint libanese. Il gruppo militante ha pubblicato un video sulla sua pagina Facebook, in cui si asserisce che gli ostaggi avrebbero deciso di disertare dall'esercito e da Hezbollah.
Il Libano è un territorio chiave sia nei confronti del conflitto siriano che in quello in corso a Gaza per ragioni geografiche e politiche. Da un lato il Libano condivide i confini sia con la Siria che con Israele. È inoltre la patria di Hezbollah, un gruppo militante sciita alleato con il regime di Bashar al-Assad in Siria e con legami con Hamas contro Israele.
La città di Arsal è peraltro molto vicina all'occhio del ciclone, essendo una città sunnita circondata da territorio controllato da forze sciite favorevoli alla Siria.
Gli scontri fra lo Stato Islamico (IS), il fronte al-Nusra e le forze del regime siriano sostenute da Hezbollah nella regione di confine di Qalamoun sono esplosi sabato. Due combattenti di Hezbollah e almeno 20 appartenenti alle forze della regime sarebbero stati uccisi, insieme a dozzine di ribelli, secondo quanto dicono alcuni report.
«Apprezziamo moltissimo l'istituzione militare e siamo d'accordo su tutti i passi necessari per preservare la sua autorità e migliorare la sua immunità e abilità di combattere gli attacchi terroristici» ha comunicato Hezbollah domenica.
In Siria il fronte al-Nusra e lo Stato Islamico non stanno combattendo dalla stessa parte. Prima che al-Qaida decidesse di ritirare il proprio supporto al gruppo che prima era chiamato Stato Islamico in Iraq e Siria, entrambi i gruppi erano diramazione di al-Qaida nella zona della Grande Siria. Oggi solo il fronte al-Nusra rappresenta al-Qaida in Siria.
Tuttavia il gruppo ha una differente missione in Libano: lo Stato Islamico presenterebbe legami con Fatah al-Islam, un gruppo militante sciita già noto per attacchi all'esercito libanese e al regime siriano.
La situazione in Siria è notevolmente peggiorata da quando Bashar al-Assad ha giurato per la terza volta come presidente nelle scorse settimane. Il paese ha vissuto la più sanguinosa settimana in più di tre anni di guerra civile, includendo 700 persone che sono state uccise nel giro di appena 48 ore. Nel corso di raid con elicotteri il regime ha inoltre ucciso 30 persone domenica a Damasco, la capitale.
Mentre la situazione continua a diventare sempre più pericolosa in Siria, i funzionari libanesi respingono ogni ipotesi che il conflitto possa diramarsi in Libano. «L'esercito non permetterà né alla guerra né ai Takfiris [apostati, in questo caso si intendono i sunniti, ndr] di spostarsi all'interno dei confini libanesi».


(International Business Times)

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