mercoledì 9 aprile 2014

Ucraina, Kiev lancia un ultimatum agli insorti dell'Est...





Il ministro degli Interni: «Entro 48 ore sarà posta fine alle azioni di protesta dei filorussi a Donetsk, Kharkiv e Lugansk, o tramite negoziato o con l'uso della forza».

Dopo il blitz dell'8 aprile a Kharkiv, il governo di Kiev ha lanciato un ultimatum agli insorti dell'Est.
«Entro 48 ore sarà posta fine alle azioni di protesta dei filorussi a Donetsk, Kharkiv e Lugansk, o tramite negoziato o con l'uso della forza», ha detto il ministro degli interni ucraino Arsen Avakov, citato da Ria Novosti.
SOSPESO IMPORT GAS RUSSO. La tensione sale, sia all'interno del Paese sia con la Russia, considerato un vicino sempre più scomodo.
Il ministro dell'Energia ucraino Yuri Prodan ha annunciato che l'Ucraina ha smesso di pompare gas russo nei suoi depositi sotterranei di metano. Secondo Prodan la decisione è dovuta allo stallo nei negoziati con Mosca sul prezzo del gas. Recentemente, Gazprom aveva aumentato la tariffa per Kiev da 268,5 a 485,5 dollari per mille metri cubi.
Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che l'azienda ha intenzione di rifornire di gas l'Ucraina solo nei volumi pagati con un mese di anticipo.
MOSCA CHIUDE RADIO VOICE OF AMERICA. La Russia, da parte sua, non ha certo contribuito ad allentare le tensioni con la comunità internazione, interrompendo la diffusione delle trasmissioni della radio Voice of America.
GUERRA INFORMATIVA A LUGANSK. Tra i confini ucraini, intanto, si è sempre più vicini a una guerra civile. Si è acuita anche la guerra informativa intorno alla sede regionale dei servizi segreti di Lugansk dove, secondo la tivù ucraina 1+1, sarebbero arrivati dei blindati da Dnipropetrovsk.
Secondo i servizi segreti ucraini, 56 persone sono uscite, in seguito a negoziati tra le forze dell'ordine e gli attivisti filorussi che l'hanno occupata nei giorni scorsi. Ma uno degli occupanti, citato dall'agenzia russa Itar-Tass, ha smentito la notizia sostenendo che i colloqui con le autorità sono ancora in corso e che dentro l'edificio ci sono circa mille persone.
INSORTI PREPARANO BARRICATE. Quel che è certo è che gli insorti filorussi stanno rinforzando le barricate già costruite e ne stanno innalzando di nuove per difendersi da un eventuale attacco delle forze dell'ordine nella sede dei servizi segreti di Lugansk, che hanno occupato nei giorni scorsi. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Interfax, aggiungendo che secondo la polizia locale le decine di persone che hanno lasciato l'edificio la mattina del 9 aprile all'alba non erano ostaggi.
MERKEL: «MOSCA NON PARTECIPA A DISTENSIONE». L'Unione europea ha fatto eco a Ucraina e Stati Uniti e ha puntato il dito contro la Russia: «Non è riconoscibile il contributo di Mosca alla distensione», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel al Bundestag, a proposito della crisi nell'estremo Est dell'Europa. Ma «l'Ucraina deve scegliere da sola il suo destino», ha aggiunto, promettendo sostegno.
I RUSSI: «NESSUN AUMENTO DI TRUPPE». Mosca, tuttavia, non ci sta e ha replicato: «Sono immotivati i tentativi di accusare la Russia di aumentare le forze militari al confine con l'Ucraina», ha sottolineato il ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov.
«Usa e Ucraina non hanno alcun motivo di preoccupazione. La Russia ha dichiarato più volte che non svolge sul proprio territorio vicino al confine ucraino alcuna attività straordinaria o fuori programma rilevante sul piano militare. L'attività quotidiana delle truppe russe sul territorio nazionale non minaccia la sicurezza degli Usa e degli altri Stati dell'Osce», ha assicurato Lavrov.
PUTIN ALLENTA LE TENSIONI. Il presidente russo Vladimir Putin, invece, aprendo una riunione di governo, ha detto di sperare che «i facenti funzione (al governo ucraino, ndr) non facciano nulla di irreparabile».
«L'iniziativa», ha aggiunto il titolare del Cremlino, «del ministero degli Esteri russo per migliorare la situazione (in Ucraina, ndr) abbia un esito positivo».
Mercoledì, 09 Aprile 2014
(Lettera 43)

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