Almeno otto morti e 10 feriti negli scontri tra i sostenitori di un ex comandante di Fatah, Ahmad Rashid Adwan, ed i membri di Ansar Allah gruppo vicino ad Hezbollah. Regge la tregua a Tripoli a nord, ma il tema sicurezza continua a preoccupare Beirut.
Roma, 8 aprile 2014, Nena News – Almeno otto morti e 10 feriti negli scontri avvenuti ieri tra due gruppi armati nel campo rifugiati di Mieh Mieh a est di Sidone nel sud del Libano. L’agenzia di stampa nazionale libanese riporta che cruenti combattimenti, durati quasi dure ore, sono avvenuti tra i sostenitori dell’ex comandante di Fatah, Ahmad Rashid Adwan, ed i membri di Ansar Allah gruppo vicino ad Hezbollah.
Secondo il libanese Daily Star, gli Ansar Allah avrebbero ucciso lo stesso Adwan, la sua guardia del corpo e due suoi fratelli, Rashid e Khaled. La calma sarebbe stata ripristinata solo nel primo pomeriggio.
Nel tentativo di isolare gli scontri, Beirut ha mandato l’esercito e ha sigillato tutte le entrate al campo. E’ arrivata a Mieh Mieh anche una Commissione popolare palestinese che è riuscita a strappare un accordo di cessate il fuoco tra le due parti. Come parte dell’accordo di pacificazione, Ansar Allah ha ritirato i suoi uomini dagli uffici di Adwan precedentemente occupati.
In una nota ufficiale Ansar Allah definisce gli scontri di ieri una “risposta” al tentato assassinio ad Jamal Suleiman, il Segretario Generale del gruppo. Le fazioni dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) hanno prontamente condannato gli scontri e hanno invitato alla calma.
I combattimenti di ieri avvengono a pochi giorni dall’accordo firmato tra le varie fazioni palestinesi presenti in Libano con Hezbollah e il Movimento Amal. Secondo l’intesa i palestinesi libanesi si impegnano a restare neutrali rispetto sia alla situazione politica interna libanese che alla guerra civile siriana.
Ma a destare preoccupazione non è solo il sud del Paese. Sebbene da alcuni giorni non si combatta più a Tripoli a nord, la situazione non è ancora tornata alla normalità. In città è ancora dispiegato un ingente numero di soldati il cui compito è quello di prevenire gli scontri tra i sostenitori e gli oppositori del regime siriano di Bashar Assad.
Il Ministro degli Interni Nouhad Machnouk ha affermato ieri che la realizzazione del piano sicurezza nella valle della Bekaa è stato “imminente”. Tuttavia, intervistato dalla LBCI TV Machnouk ha ammesso che gli sforzi del governo di riportare l’ordine a Tripoli e nella Valle della Bekaa sono “ancora alle loro fasi iniziali”. Nonostante le forze di sicurezze abbiano arginato con successo gli attacchi terroristici, “al momento è ancora impossibile evitarli del tutto”.
Il tema sicurezza è quanto mai centrale nell’agenda politica libanese. Ieri il Presidente Michel Sleiman ha presieduto un vertice sulla sicurezza nel nord del Paese e nella valle della Bekaa. All’incontro al Palazzo di Baabda hanno partecipato anche il Primo Ministro, Tamam Salam, il Ministro degli Interni Machnouk, quello della Difesa, Samir Moqbel e alcuni ufficiali di sicurezza.
Le autorità pensano di estendere il piano sicurezza in vigore a Tripoli anche ad altre aree del paese dove più forti sono le ripercussioni della guerra siriana. Il Ministro di Giustizia, Ashraf Rifi, ha detto che il piano di Tripoli sarà intensificato e prevederà una ricompensa per le vittime. L’esercito ha arrestato in città negli ultimi giorni più di 100 persone responsabili, secondo il Procuratore militare, delle violenze. (Nena News)

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