L'alta affluenza alle elezioni presidenziali afgane ("Potrebbe aver superato i 7 milioni di elettori", ha dichiarato il presidente della Commissione elettorale indipendente, Ahmad Yusof Nuristani) e la sicurezza garantita agli elettori segnano una sconfitta per i talebani, ha detto il ministro degli Interni Mohammad Omar Daudzai. ''I nemici volevano fermare il processo elettorale. La nostra sicurezza nazionale aveva promesso sicurezza. Oggi, posso dire con fiducia che il nemico ha fallito''
KABUL -"Scacco ai talebani!", devono aver gridato oggi nelle stanze segrete del governo di Kabul alla fine di una difficile, ma di fatto riuscita, giornata elettorale destinata ad avviare la storica prima trasmissione dei poteri in Afghanistan fra due presidenti democraticamente eletti.
Prevista per le 16 (le 13,30 italiane), la chiusura dei seggi è stata estesa di un'ora per permettere a gruppi di elettori, uomini ma anche donne, in paziente attesa all'esterno dei seggi, di poter votare. E in molte località le operazioni sono continuate anche in serata, per soddisfare le esigenze di tutti. Più agguerrite e numerose del solito sono state le giovani, che non hanno esitato a lasciarsi fotografare con smaglianti sorrisi mentre erano in attesa fuori dai seggi. "E' una occasione da non perdere per acquisire maggiori diritti", ha detto al cronista a Kabul una ragazza di Shahre Now, sventolando la sua tessera per votare, nuova di zecca.
Le strade delle principali città afghane presentavano oggi un aspetto ancora più surreale degli ultimi giorni, praticamente senza veicoli, e punteggiate solo da check point distanti gli uni dagli altri non più di 100-200 metri.
Il governo aveva provveduto a far sospendere il servizio di sms da parte delle principali compagnie telefoniche locali, mentre la pagina Internet dell'Emirato islamico dell'Afghanistan (il nome che aveva il Paese sotto il governo dei talebani fra il 1996 ed il 2001) è risultata inaccessibile per tutta la giornata, tornando online solo in serata, ma con notizie dello scorso anno. Con le immagini ancora brucianti della insensata uccisione della fotografa tedesca Anja Niedringhaus e del ferimento della giornalista canadese Kathy Gannon, milioni di afgani si sono recati ai seggi, consci delle pesanti minacce degli insorti e con condizioni climatiche in molte zone davvero avverse.
L'importanza dell'appuntamento era anche legata al fatto che, a differenza del 2009, tutto il peso del meccanismo di sicurezza del voto è ricaduto sulle spalle di polizia, esercito e unità speciali afgane. E non risulta che la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), pur posta in stato di allerta, sia dovuta intervenire.
I talebani avevano anticipato di voler fare tutto ciò che era nelle loro possibilità per sabotare il voto, e anche oggi non si sono risparmiati in operazioni militari, nessuna delle quali però ha raggiunto un livello rilevante per gli standard afghani. Il ministero dell'Interno afgano ha fornito un bilancio che parla di 140 attacchi armati in 24 ore e di 109 morti: 89 insorti, nove agenti, sette soldati e quattro civili.
In precedenza il capo della Direzione nazionale di sicurezza Nds, servizi), Ghulam Jilani Farahi, aveva abbozzato un bilancio di 10 morti fra agenti, civili e talebani. Decine di migliaia di osservatori, quasi tutti afgani dopo la partenza dei rappresentanti dei principali organismi internazionali (ma non della Ue), hanno monitorato il processo elettorale, condividendo con la Iec il giudizio positivo sull'andamento della giornata.
I talebani avevano anticipato di voler fare tutto ciò che era nelle loro possibilità per sabotare il voto, e anche oggi non si sono risparmiati in operazioni militari, nessuna delle quali però ha raggiunto un livello rilevante per gli standard afghani. Il ministero dell'Interno afgano ha fornito un bilancio che parla di 140 attacchi armati in 24 ore e di 109 morti: 89 insorti, nove agenti, sette soldati e quattro civili.
In precedenza il capo della Direzione nazionale di sicurezza Nds, servizi), Ghulam Jilani Farahi, aveva abbozzato un bilancio di 10 morti fra agenti, civili e talebani. Decine di migliaia di osservatori, quasi tutti afgani dopo la partenza dei rappresentanti dei principali organismi internazionali (ma non della Ue), hanno monitorato il processo elettorale, condividendo con la Iec il giudizio positivo sull'andamento della giornata.
Aresh Barak, responsabile della ong di osservatori Organizzazione sociale e nazionale della gioventù dell'Afghanistan (Aynso), ha confermato che il risultato del voto "è andato oltre le più rosee previsioni". Ma ora - ha sottolineato - comincia la fase più delicata con uno "spoglio che durerà molti giorni, forse anche tre settimane. E perciò vogliamo incoraggiare la Iec affinché si mantenga indipendente come è stata, e che lo sia fino alla proclamazione del vincitore" o dei due partecipanti ad un ballottaggio che si dovrebbe svolgere entro la fine di maggio.
In serata il presidente della Conferenza elettorale indipendente (Iec), Ahmad Yousuf Nuristani, ha radunato i media per dichiarare che l'affluenza nelle presidenziali "potrebbe aver superato i 7 milioni di elettori", con possibilità quindi di toccare una percentuale di votanti del 50% o più. Da Washington sono arrivate a stretto giro le congratulazioni di Barack Obama: che ha parlato di "elezioni storiche" per il futuro del tormentato paese asiatico, incoraggiando le istituzioni locali a fare ora "il loro dovere" nello scrutinio e nell'annuncio dei risultati e promettendo che - anche col ritiro delle forze internazionali - gli Usa continueranno a "sostenere un Afghanistan sovrano, stabile, unito e democratico".
Nulla ovviamente sui risultati, ma tutti sono d'accordo che tra gli otto candidati alla presidenza sono tre i più rilevanti: l'ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani, e gli ex ministri degli Esteri Abdullah Abdullah e Zalmai Rassoul, con qualche spazio per l'outsider Abdur Rab Rassoul Sayyaf, di tendenza più marcatamente islamica.
(RaiGiornaleradio)

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