Oltre 600 palestinesi uccisi dai militari israeliani, 28 militari e due civili israeliani uccisi dai palestinesi. Questo l’ultimo bilancio, ancora parziale, della crisi nella Striscia di Gaza a due settimane dall’inizio dell’offensiva israeliana. Dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, è arrivato un appello rivolto a Israele perché moderi l’uso della forza.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha però ribadito che la responsabilità dell’ffensiva è di Hamas, il movimento politico-militare che governa Gaza. In alcune città israealiane sono state però organizzate proteste contro il governo.
Tra i militari israeliani ne risulta uno scomparso che le brigate al-Qassam sostengono di aver catturato.
I militari israeliani stanno individuando e distruggendo una rete di tunnel utilizzati da Hamas anche per eventuali incursioni in territorio israeliano. Hamas sta oppnendo una resistenza superiore a quella che riuscì a imbastire nel 2007/2008 in occasione dell’offensiva Piombo fuso.
IL vero dramma resta però quello dei civili palestinesi: chiusi in un fazzoletto di terra come è Gaza, migliaia sono gli sfollati e i senza tetto, impossibilitati a lasciare un ‘non-paese’ i cui confini sono da anni chiusi anche in direzione dell’Egitto.
(Atlas)

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