venerdì 9 maggio 2014

Ucraina: 21 morti nella città di Mariupol negli scontri tra filorussi e truppe di Kiev...





Scontri nella città di Mariupol e un bilancio che in poche ore è salito a 21 vittime tra insorti filorussi e truppe fedeli a Kiev. La città è nel sud-est del paese. Lo annuncia il ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov specificando che si tratta di 20 separatisti e di un poliziotto.

Il ministro fa inoltre sapere che quattro separatisti sono stati arrestati, mentre cinque militari ucraini sono rimasti feriti. Stando ad Avakov, circa 60 filorussi armati hanno attaccato la caserma locale della polizia, secondo altre fonti l'edificio era invece in mano agli insorti ed è stato attaccato dalle truppe fedeli a Kiev. Alcuni media locali, citando il deputato radicale Oleg Liashko, sostengono che un cecchino ha ucciso il comandante dei volontari pro-Kiev di Dnipropetrovsk Serghii Demidenko, mentre il comandante locale della Guardia nazionale sarebbe «seriamente ferito». La testata online 0629.ua scrive che, secondo alcuni testimoni, i filorussi avrebbero «preso il cadavere di Demidenko» e gli avrebbero «tagliato le orecchie e cavato gli occhi». Non c'è però nessuna conferma di questa notizia.


Nella contesa un giornalista della tv filo-Cremlino Russia Today è rimasto ferito in uno scontro a fuoco. Lo fa sapere la caporedattrice Margarita Simonian su
Twitter. Il giornalista, che pure indossava un giubbotto antiproiettile, sarebbe stato colpito «allo stomaco».

A due giorni dal referendum convocato dai separatisti nell'Ucraina orientale, le autorità hanno ammesso di non poterlo impedire. In una nota, l'ufficio del sindaco di Donetsk ha detto di non avere sufficienti forze di polizia per impedire la convocazione e che, per ragioni di ordine pubblico, non verrà fatto alcuno sforzo per impedire ai separatisti di allestire i seggi elettorali. Questo nonostante ieri il leader russo Vladimir Putin avesse chiesto il rinvio del voto per favorire la distensione con Kiev.

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato in Crimea, per partecipare alle celebrazioni per l'anniversario della vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale. Preannunciata nei giorni scorsi, ma mai confermata ufficialmente, la visita di Putin arriva a poco meno di due mesi dal referendum del 16 marzo scorso con cui gli abitanti della penisola avevano votato in massa per l'annessione alla Federazione russa.

Nei giorni scorsi, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva criticato l'intenzione del presidente russo direcarsi a Sebastopoli per il Giorno della Vittoria. «Penso che sarebbe un peccato - aveva detto - se questo giorno venisse usato per tenere un parata in quell'area di conflitto». E in un'intervista concessa ieri sera, il premier ucraino Arseny Yatsenyuk aveva parlato di «provocazione».

Commissione europea. L'Europa intende «dimostrare a Putin che uno stato sovrano e democratico è possibile». Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso a Firenze sottolineando che «abbiamo dimostrato che il comportamento russo ha delle conseguenze. Gli stati membri sono d'accordo nel condannare la Russia - ha spiegato - ma non sempre riescono a mettersi d'accordo sulle risposte». «La crisi ucraina, ha detto ancora, è la più grossa minaccia alla sicurezza europea dalla caduta del Muro di Berlino».

Nato. «Fai un passo indietro dal baratro e tieni fede ai tuoi impegni internazionali», così il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen rivolgendosi al presidente russo Vladimir Putin, nel suo intervento all'università di Tallin, in Estonia.

Corteo a Kiev. Circa 3.000 persone hanno partecipato a un corteo organizzato a Kiev dal partito comunista e dal partito delle Regioni del deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich per celebrare la festa della Vittoria dell'Armata rossa sulle truppe nazi-fasciste. Lo ha constatato l'ANSA sul posto.
(Il Messaggero.it)

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