Di Gaja Barillari - Più di 200 ragazze sono state rapite il 14 aprile in Nigeria. Un numero esorbitante eppure la notizia è quasi passata inosservata. 234 studentesse, giovani tra i 12 ed i 17 anni sono state prelevate dalla loro scuola di Chibok nello stato del Borno. Le famiglie sono disperate e si appellano al governo nazionale che però a parer loro poco si sta interessando della vicenda.
L’accusa che Pogu Bitrus, capo del consiglio degli anziani di Chibok muove è davvero raccapricciante se dovesse (speriamo di no) rivelarsi reale. Le ragazze sarebbero state rapite per essere vendute per 2.000 naira (circa 10 euro per capirci) ai miliziani integralisti islamici membri dell’organizzazione Boko Haram, per diventare diciamo le loro mogli (o schiave sarebbe più adatto forse).
Qualcosa che ha dell’assurdo e che riporta ad un passato in cui la donna era considerata un oggetto in vendita. Ma ancora più assurdo è che a quanto pare il governo nigeriano si stà davvero interessando poco della cosa o perlomeno così afferma Mark Enoch, la cui figlia e due nipoti sono state rapite, per lui il governo “ha dimostrato indifferenza verso questo terribile disastro”.
234 bambine, non possono essere considerate diversamente, prelevate con la forza e dante in pasto ad uomini. Sembra di essere tornati alla tratta degli schiavi, solo che in questo caso si tratta di schiave che rischiano probabilmente di diventare delle vere e proprie schiave del sesso.
(Thinknews)

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