martedì 6 maggio 2014

SIRIA: JIHADISTI DIVISI, NELL’EST L’ALTRA GUERRA CHE SEMINA VITTIME E DISTRUZIONI...





di  .

Soltanto ieri sono stati almeno 70 i morti, ma dall’inizio dell’anno le stime correnti riferiscono circa 4000 vittime. E’ il bilancio dell’altra guerra che si sta combattendo in Siria, non quella tra ribelli e forze fedeli al presidente Bashar al-Assad, ma quella che vede contrapposti una coalizione di ribelli ai jihadisti dello Stato islamico di Iraq e del Levante (Isil).
Una guerra che sta facendo terra bruciata nell’est del paese, in particolare nell’area di Deir Ezzor, cassaforte petrolifera e luogo di raccordo lungo la strada che porta all’Iraq, altro paese i cui Isil e più che presente.
Che gli scontri ci siano e stiano oscurando l’impegno delle forze ribelli contro le roccaforti governative lo dice anche l’intervento di Ayman al-Zawahiri. Nei giorni scorsi il leader di al-Qaida si è rivolto al capo del Fronte al-Nusra, Abu Mohammes al-Julani, chiedendogli di fermare gli attacchi contro Isil. Al-Nusra è infatti esso stesso un movimento jihadista tra i più preparati militarmente, ma fa parte della coalizione che si sta contrapponendo a Isil. Al-Nusra ha risposto invitando i rivali a bloccare i loro attacchi contro i civili musulmani quale condizione per tornare a rivolgere le armi contro il comune nemico, Assad.
Secondo diversi osservatori a pesare è soprattutto la composizione a prevalenza siriana delle forze di al-Nusra, più attente di conseguenza alla tutela del territorio che non l’Isil, accxusato invece di diverse atrocità ai danni dei civili.
I combattimenti nell’est del paese – che hanno ‘prodotto’ altri 60.000 rifugiati – stanno facendo il gioco dell’esercito di Assad che in queste ore sta portando a conclusione una trattativa con i ribelli asserragliati a Homs. Questi ultimi dovrebbero lasciare quella che era la seconda città del paese entro le prossime 48 ore.
(Atlas)

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