Via libera di Mosca all’intervento in Crimea. Kiev: una dichiarazione di guerra, siamo pronti a rispondere. Obama telefona a Putin. Oggi riunione della Nato.
Aria di guerra tra Russia e Ucraina dopo il via libera di Mosca all’intervento in Crimea. La crisi ucraina fa piombare così i rapporti tra Washington e Mosca in un clima da guerra fredda. Obama telefona a Putin e chiede di ritirare le truppe. Ma Il Cremlino replica: difendiamo solo i nostri interessi.
RIUNIONE DELLA NATO
Gli ambasciatori Nato a Bruxelles terranno oggi una riunione straordinaria dedicata all’Ucraina. Lo ha reso noto con un tweet il segretario generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen. «Il Consiglio si riunirà domani, seguito da un incontro della commissione Nato-Ucraina», fa sapere Rasmussen.
FRONTIERA CRIMEA OFF LIMITS PER I GIORNALISTI STRANIERI
Miliziani armati fino ai denti hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la «linea di frontiera» i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini.
ANTICIPATO IL REFERENDUM
Il leader del Cremlino dice di premere per l’azione militare «per normalizzare la situazione socio-politica» in Ucraina, che, a suo avviso, minaccia «la vita dei cittadini russi» e «dell’organico del contingente militare delle forze armate della Russia dislocato in conformità ad un accordo internazionale in territorio ucraino». Anzi, secondo le autorità russe, ben 143.000 ucraini si sarebbero rifugiati in Russia per «salvarsi dall’oltranzismo dei radicali che hanno preso il potere a Kiev». Intanto il nuovo governo della Crimea, che il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turcinov ha definito «illegittimo» (è stato eletto da un parlamento occupato da filorussi armati), ha deciso di anticipare il referendum per una maggiore autonomia della regione dal 25 maggio al 30 marzo, mentre nei prossimi giorni il parlamento russo esaminerà una proposta di legge per facilitare l’assorbimento di nuovi territori senza bisogno di un trattato internazionale.
CORSA CONTRO IL TEMPO, TYMOSHENKO A MOSCA PER MEDIARE
La rivolta pro-Mosca sta però montando anche nell’Ucraina orientale. A Kharkiv circa 300 filorussi, alcuni dei quali armati, hanno sfondato un cordone di sostenitori delle nuove autorità ucraine e - incitati da una folla di 20.000 persone - hanno occupato il palazzo della Regione, issandovi il tricolore russo. Negli scontri sono rimaste ferite decine di persone. A Donetsk 10.000 manifestanti sono scesi in piazza sventolando la bandiera russa e anche lì la sede della Regione è stata occupata, mentre il comandante degli insorti, Pavel Gubarev, è stato eletto governatore. Sono le ultime ore per cercare di evitare il peggio: oltre al tentativo di mediazione europea, in campo torna anche Uulia Tymoshenko, attesa a Mosca lunedì per uno sforzo di ricucitura in extremis.
(La Stampa Esteri)

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