''Le donne sono libere di andare in bicicletta - si legge sul quotidiano saudita al-Yaum che cita una fonte della Commissione per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio - a patto che siano vestite in modo modesto e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti''. I 'guardiani' delle saudite sono i padri, i mariti, i fratelli, i tutori. La fonte, coperta da anonimato, ha tenuto anche a precisare che alle donne non è consentito utilizzare né biciclette né tantomeno buggy come ''mezzi di trasporto'', ma solo in momenti di svago.''La nostra preoccupazione è per il traffico e per il rispetto delle normative'', ha commentato Ali al-Zahrani, portavoce dell'Ente per la circolazione stradale della provincia orientale del regno. Da Samia al-Bawardi, alla guida di una ong per le vittime di incidenti stradali, è già arrivato un appello alle donne affinché stiano alla larga dalle bici. ''Indossare l'abaya (tradizionale veste delle donne saudite) e guidare in modo non appropriato può provocare terribili incidenti'', ha detto al giornale.Da qualche tempo Riad sta cercando correre ai ripari per quanto riguarda la condizione femminile. Risale allo scorso gennaio la svolta nell'intelligence: da quest'anno anche le donne possono entrare nell'al-Mabahit al-'Amma, i servizi interni della monarchia del Golfo. In ogni caso, in tutti gli ambienti lavorativi, vige la segregazione sessuale e le donne possono mostrarsi in pubblico solo con il volto coperto. A febbraio, poi, per la prima volta 30 donne hanno giurato nel Consiglio della Shura. E nei giorni scorsi il dibattito sul divieto di guidare imposto alle saudite è arrivato direttamente al Consiglio con una petizione con ben tremila firme in cui si chiede venga affrontata la questione.Lungo è l'elenco dei divieti per le saudite. E' proibito lavorare come colf, hostess o ingegneri, eccezion fatta per le 'fortunate' della Saudi Aramco, senza considerare le limitazioni 'colleterali' del divieto di guidare. Sono interdetti alle donne una serie di lavori considerati 'usuranti' dal punto di vista psicologico o fisico e tutte quelle professioni ritenute 'pericolose' o 'inadatte', come il minatore, l'addetto alle fognature e il facchino.
mercoledì 3 aprile 2013
In Arabia Saudita piccola rivoluzione a due ruote per le donne, sì alle biciclette...
Riad, 2 apr. - (Adnkronos/Aki) - Non possono guidare le auto, ma d'ora in poi potranno andare in bicicletta e, 'persino', nel deserto con i buggy. A patto, però, che siano accompagnate da un parente di sesso maschile e che non li usino come mezzi di trasporto ma solo per svago. E' la piccola nuova conquista delle donne dell'Arabia Saudita dove da tempo è aperto il dibattito sul divieto di guidare imposto loro. Una piccola conquista che arriva dopo il film 'Wadjda' ('La bicicletta verde'), un successo della prima regista saudita Haifaa Al Mansour, che è la storia di una piccola 'ribelle' saudita che fa l'impossibile per avere una bicicletta.
''Le donne sono libere di andare in bicicletta - si legge sul quotidiano saudita al-Yaum che cita una fonte della Commissione per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio - a patto che siano vestite in modo modesto e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti''. I 'guardiani' delle saudite sono i padri, i mariti, i fratelli, i tutori. La fonte, coperta da anonimato, ha tenuto anche a precisare che alle donne non è consentito utilizzare né biciclette né tantomeno buggy come ''mezzi di trasporto'', ma solo in momenti di svago.''La nostra preoccupazione è per il traffico e per il rispetto delle normative'', ha commentato Ali al-Zahrani, portavoce dell'Ente per la circolazione stradale della provincia orientale del regno. Da Samia al-Bawardi, alla guida di una ong per le vittime di incidenti stradali, è già arrivato un appello alle donne affinché stiano alla larga dalle bici. ''Indossare l'abaya (tradizionale veste delle donne saudite) e guidare in modo non appropriato può provocare terribili incidenti'', ha detto al giornale.Da qualche tempo Riad sta cercando correre ai ripari per quanto riguarda la condizione femminile. Risale allo scorso gennaio la svolta nell'intelligence: da quest'anno anche le donne possono entrare nell'al-Mabahit al-'Amma, i servizi interni della monarchia del Golfo. In ogni caso, in tutti gli ambienti lavorativi, vige la segregazione sessuale e le donne possono mostrarsi in pubblico solo con il volto coperto. A febbraio, poi, per la prima volta 30 donne hanno giurato nel Consiglio della Shura. E nei giorni scorsi il dibattito sul divieto di guidare imposto alle saudite è arrivato direttamente al Consiglio con una petizione con ben tremila firme in cui si chiede venga affrontata la questione.Lungo è l'elenco dei divieti per le saudite. E' proibito lavorare come colf, hostess o ingegneri, eccezion fatta per le 'fortunate' della Saudi Aramco, senza considerare le limitazioni 'colleterali' del divieto di guidare. Sono interdetti alle donne una serie di lavori considerati 'usuranti' dal punto di vista psicologico o fisico e tutte quelle professioni ritenute 'pericolose' o 'inadatte', come il minatore, l'addetto alle fognature e il facchino.
''Le donne sono libere di andare in bicicletta - si legge sul quotidiano saudita al-Yaum che cita una fonte della Commissione per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio - a patto che siano vestite in modo modesto e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti''. I 'guardiani' delle saudite sono i padri, i mariti, i fratelli, i tutori. La fonte, coperta da anonimato, ha tenuto anche a precisare che alle donne non è consentito utilizzare né biciclette né tantomeno buggy come ''mezzi di trasporto'', ma solo in momenti di svago.''La nostra preoccupazione è per il traffico e per il rispetto delle normative'', ha commentato Ali al-Zahrani, portavoce dell'Ente per la circolazione stradale della provincia orientale del regno. Da Samia al-Bawardi, alla guida di una ong per le vittime di incidenti stradali, è già arrivato un appello alle donne affinché stiano alla larga dalle bici. ''Indossare l'abaya (tradizionale veste delle donne saudite) e guidare in modo non appropriato può provocare terribili incidenti'', ha detto al giornale.Da qualche tempo Riad sta cercando correre ai ripari per quanto riguarda la condizione femminile. Risale allo scorso gennaio la svolta nell'intelligence: da quest'anno anche le donne possono entrare nell'al-Mabahit al-'Amma, i servizi interni della monarchia del Golfo. In ogni caso, in tutti gli ambienti lavorativi, vige la segregazione sessuale e le donne possono mostrarsi in pubblico solo con il volto coperto. A febbraio, poi, per la prima volta 30 donne hanno giurato nel Consiglio della Shura. E nei giorni scorsi il dibattito sul divieto di guidare imposto alle saudite è arrivato direttamente al Consiglio con una petizione con ben tremila firme in cui si chiede venga affrontata la questione.Lungo è l'elenco dei divieti per le saudite. E' proibito lavorare come colf, hostess o ingegneri, eccezion fatta per le 'fortunate' della Saudi Aramco, senza considerare le limitazioni 'colleterali' del divieto di guidare. Sono interdetti alle donne una serie di lavori considerati 'usuranti' dal punto di vista psicologico o fisico e tutte quelle professioni ritenute 'pericolose' o 'inadatte', come il minatore, l'addetto alle fognature e il facchino.
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