La situazione in Siria non conosce tregua. Dopo l’accusa di un attacco chimico da parte del regime di Assad, si sono alzati i venti di guerra per un possibile intervento occidentale, guidato da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Nelle ultime ore le tensioni si sono ulteriormente acuite in un Paese dilaniato da mesi dalla guerra civile: un convoglio degli ispettori Onu è stato attaccato nei pressi di Damasco. Il fuoco è stato aperto da alcuni cecchini appostati su un palazzo della zona. I proiettili non hanno provocato vittime né feriti.
L’ingresso in Siria degli ispettori è stato accettato dal presidente Assad per smentire l’uso di armi chimiche nel corso di un attacco a Ghouta. Un’apertura giudicata comunque tardiva dagli esperti statunitensi.
Secondo le prime voci, la sparatoria verso gli osservatori delle Nazioni Unite era stata avviata da alcuni militari dell’esercito lealista. Tuttavia, dato il caos siriano, è difficile sapere chi detenga l’effettivo controllo di una specifica area.
Le testimonianze raccontano di una serie di colpi esplosi verso i mezzi dell’Onu. La missione è stata così temporaneamente sospesa, nell’attesa che i funzionari possano riprendere il proprio lavoro con il minor rischio possibile...
(il Journal)

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