Quella che raccontiamo oggi è una storia che viene dalla Siria, dal quartiere centrale di Bab al Neirab, ad Aleppo. E’ una storia di ordinario dolore, come ce ne sono molte purtroppo, che nonostante la drammaticità, non trova spazio sulle prime pagine dei media. Assuefazione, indifferenza… difficile stabilirlo.
Il piccolo nella foto si chiama Mohamed Qabil. Ieri, poco prima del tramonto, momento in cui le famiglie si riuniscono per interrompere il digiuno e consumare il primo pasto della giornata nel periodo di Ramadan, era uscito per comprare dello zucchero. Molti negozi sono chiusi per mancanza di rifornimenti, così il bambino ha cercato in un quartiere vicino.
Pochi istanti dopo, al suo ritorno, Mohamed si è trovato davanti una scena inimmaginabile: un via vai di auto di soccorritori, persone in lacrime, fumo e macerie ovunque. La sua casa non c’era più.Un ordigno ha completamente distrutto il palazzo in cui viveva con i suoi genitori, insieme ad altre famiglie. Non resta che un cumulo di macerie. Nessuno della sua famiglia è sopravvissuto.La vita del piccolo Mohamed è cambiata in pochi minuti. Se fosse rimasto in casa, con ogni probabilità sarebbe morto anche lui. Quella commissione che è uscito a fare gli ha salvato la vita. Mohamed è rimasto solo, ma è vivo. Dovrà affrontare la vita come altri migliaia di piccoli orfani siriani, crescendo prima del tempo, senza l’amore dei genitori, senza la sua casa.
Oggi raccontiamo questa storia anche per lui, perché di piccoli Mohamed è piena la Siria, è pieno il mondo. Bambini le cui vite sono inesorabilmente segnate dalla violenza e dalla disumanità degli adulti....

Nessun commento:
Posta un commento